Diga del Vajont
🏛️ Cultura & POI

Informazioni & Descrizione

Il Vajont è un affluente del fiume Piave, in cui si getta nei pressi del piccolo comune di Longarone, in provincia di Belluno, dopo avere scavato una profonda gola, detta del Vajont, fra le più belle delle Alpi, tra il monte Toc e il monte Salta. Nell’Italia del boom economico, alla fine degli anni Cinquanta, in questa area viene realizzata un’opera ingegneristica di mirabolante portata: una diga, celebrata come la più grande d’Europa. Il cantiere viene aperto nel gennaio del 1957 e l’inaugurazione dell’opera avviene nel 1959. L’azienda privata costruttrice, la Sade (Società Adriatica di elettricità), in fase di realizzazione, non tiene conto dei rischi di franosità e di eventi sismici della zona e ignora le ipotesi di pericolo paventate da chi conosce bene l’area. Richieste di intervento e di denuncia dei rischi continueranno ad essere ignorate per anni. I costruttori ritengono di mantenere la situazione sotto controllo e che eventuali problematiche non saranno di estrema rilevanza. La sera del 9 ottobre 1963 si genera una frana di alcuni milioni di metri cubi: la diga rimane in piedi, ma un vero e proprio tsumani si riversa su Longarone: la cittadina viene spazzata via con oltre duemila morti. La forza e l’urto dell’acqua è talmente forte che gran parte delle vittime vengono ritrovate senza vestiti, spazzati via dallo spostamento. Riviviamo quei drammatici momenti attraverso immagini dell’epoca, per una tragedia considerata come uno dei disastri naturali più gravi di tutto il secolo.
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Presentazione del Libro "Noi ci abbiamo creduto"
Evento
Longarone

Presentazione del Libro "Noi ci abbiamo creduto"

Un incontro tra storia, testimonianza e memoria con il Gen. C.A. (Alp.) Marcello Bellacicco, già Vice Comandante delle Truppe Alpine e Comandante del Regional Command West in Afghanistan.Attraverso la presentazione del suo libro “Noi ci abbiamo creduto – Diario di sei mesi di Afghanistan”, l’autore accompagnerà il pubblico nel racconto di sei mesi intensi di missione, offrendo una testimonianza diretta e personale di un’esperienza vissuta in prima persona.La serata, moderata dal Consigliere Ludovico Tabacchi, sarà arricchita dall’esibizione del coro “Voci delle Dolomiti”, diretto dal M° Michele Feltrin.Un’occasione per approfondire, riflettere ed emozionarsi attraverso le parole dell’autore e le suggestive melodie della tradizione corale.Ingresso libero.

Nel bosco della martora: la foresta di Cajada
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Longarone

Nel bosco della martora: la foresta di Cajada

Programma Al Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi con mamma e papà 2026Facile escursione guidata nella splendida Foresta di Cajada, che ha fornito, per secoli, alla Serenissima i tronchi per gli alberi maestri delle navi. Un bosco popolato da solenni abeti bianchi, tra cui la monumentale Regina, martore, picchi, volpi e molti altri animali grandi e piccoli! Ritrovo ore 9.00 al parcheggio del nuovo Infopoint del Parco a Longarone (si trova in Via Arduino Polla 2 a Longarone). Conclusione attività alle ore 13.00 Dislivello: 50m Difficoltà: facile

I cervi della foresta di Cajada
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Longarone

I cervi della foresta di Cajada

Nella splendida Foresta di Cajada nel periodo degli amori dei cervi, dove c’è la pace del Parco Nazionale e il forte canto dei cervi innamorati. Dislivello: 50m. Difficoltà: facile.