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Piazza dei Sapori
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Parco 11 gennaio 1771
Cultura
Alleghe

Parco 11 gennaio 1771

Il Parco 11 gennaio 1771 è posto giusto di fronte al Monte Piz, dove più di due secoli fa un rovinoso evento cambiò per sempre la sorte della valle e di tutti i villaggi che sorgevano nei pressi del torrente Cordevole. La sera dell'11 gennaio 1771 una enorme frana si staccò dal Mont Spiz sbarrando il corso del torrente e formando il Lago. La frana colpi i villaggi di Riete Marin e Fusina causando quarantanove vittime. Poco dopo, a causa dell'innalzarsi del livello delle acque, anche gli abitanti dei villaggi di Sommariva, Torre, Peron, Sopracordevole e Costa dovettero lasciare le proprie case e rifugiarsi nelle zone più alte. Solo Alleghe che sorgeva in posizione più elevata si salvò dalla sommersione e così diede anche il nome al neonato Lago di Alleghe. Il paese rimase isolato, non vi era possibilità di accesso né dalla Regia Strada che collegava con lo Stato Austriaco né verso sud in direzione Belluno. Il Podestà di Belluno, Rizzardo Balbi, con lettera del 15 gennaio, comunicò la notizia al Serenissimo Principe di Venezia chiedendo aiuto e suggerendo possibili interventi risolutori. Nei mesi immediatamente successivi all'evento ingegneri e tecnici vennero incaricati di cercare soluzioni al crescente innalzamento del lago, ma, all'alba del 1 maggio, una nuova frana si staccò dal Monte Spiz e rovinò nel bacino d'acqua sottostante provocando un'enorme onda che causò la morte di altre tre persone, allagando case, terreni, colpendo la Canonica e parte della Chiesa. Ci vollero anni di lavoro prima che la viabilità venisse completamente ripristinata; il torrente Cordevole riprese il suo corso verso valle, abitazioni e Chiesa vennero ricostruite e restaurate e il paese di Alleghe può da allora fregiarsi di questo specchio d'acqua che riflette la maestosa parete del Civetta. Il parco ospita una meridiana orizzontale azimutale che segna l'ora vera solare e l'orario di levata e tramonto del sole a seconda del periodo dell'anno. Il funzionamento viene descritto in un pannello esplicativo appositamente predisposto.

Latteria di Lentiai
Mangiare
Borgo Valbelluna

Latteria di Lentiai

La storia della produzione casearia a Lentiai mostra un'evoluzione significativa dalla fine dell'Ottocento fino ai giorni nostri. Inizialmente, il latte veniva poco utilizzato per la caseificazione, ma con il tempo si affinano le tecniche di conservazione e produzione del formaggio, portando benefici all'economia rurale. Nel 1884, Antonio Piccolotto fonda una latteria privata a Lentiai, avviando un'attività di produzione e commercio di formaggi, burro e ricotta. Suo figlio Angelo, nel 1906, trasferisce l'attività in una sede più moderna, con strategie innovative per la refrigerazione. Nel 1923, Angelo lascia l'attività e la comunità locale rileva la struttura, trasformandola in un caseificio sociale cooperativo. Parallelamente, a Bardies esisteva già una latteria sociale fin dalla fine dell'Ottocento. Dopo la Prima Guerra Mondiale, incontrò difficoltà economiche e nel 1924-26 gli allevatori di Bardies si unirono a quelli di Lentiai, dando vita a una nuova latteria sociale, tuttora attiva. Negli anni '50, l'emigrazione causa una drastica riduzione dell'agricoltura locale, portando alla chiusura delle piccole stalle e alla centralizzazione della lavorazione del latte a Lentiai. Negli anni recenti, grazie ai finanziamenti regionali e comunitari, la latteria è stata modernizzata, pur mantenendo intatta la tradizione e la genuinità dei suoi prodotti.

Taxi Alleghe Dolomites Company
Cultura
Alleghe

Taxi Alleghe Dolomites Company

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Chiesa di San Mamante
Cultura
Belluno

Chiesa di San Mamante

La chiesa di San Mamante, piccolo santuario situato nei pressi di Caleipo, fu edificata intorno alla metà del XIII secolo per un voto dei bellunesi. Il santo venne scelto come protettore contro animali selvatici e pestilenze infantili. La prima menzione documentaria della chiesa risale al 1289. Nel tempo divenne meta di pellegrinaggi, soprattutto da parte di madri in cerca di intercessione per l’allattamento dei figli. Durante il XVI secolo, sotto l’impulso del pievano e umanista Pierio Valeriano, la chiesa fu ampliata: vennero aggiunti un’abside con cupoletta e rifugi per i pellegrini. Le offerte dei fedeli permisero l’abbellimento della chiesa con statue, arredi e affreschi attribuiti a Pomponio Amalteo o Nicolò De Stefani. Importanti tele raffiguranti episodi della vita del santo furono dipinte da Francesco Frigimelica il Vecchio. Il culto popolare si concentrava anche attorno alla fonte “Loda”, sorta miracolosamente accanto alla chiesa durante la sua costruzione. L’acqua, ritenuta miracolosa, era usata per stimolare la lattazione e curare i malati. Ancora oggi la fonte è meta di devozione. Il culto di San Mamante (o Mamete), martire del III secolo, ha origini bizantine ed è diffuso anche in Italia. Secondo la leggenda, il santo visse in solitudine tra gli animali selvatici che lo ascoltavano come discepoli, fino al martirio. Un’altra versione narra che nacque in carcere, fu adottato da una nutrice e trafitto al petto da un tridente. La devozione popolare ha generato molte leggende legate a miracoli e prodigi, tra cui bambini nutriti grazie all’intercessione del santo e castighi simbolici per chi ne metteva in dubbio i poteri. Fino al XVIII secolo si celebrava una famosa sagra il 17 agosto con celebrazioni religiose e festeggiamenti civili, che però col tempo declinarono. Oggi San Mamante resta un luogo ricco di spiritualità e memoria collettiva, dove fede, tradizione e leggenda si fondono in un racconto popolare profondamente radicato nel territorio bellunese.

Punto ricarica auto elettriche
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Borgo Valbelluna

Punto ricarica auto elettriche

Enel X stazione di ricarica - Aperto 24h su 24h

Cooperativa Sociale Dumia
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Feltre

Cooperativa Sociale Dumia

La parola d’ordine è cura: cura per i nostri ospiti, piccoli e grandi, cura per la terra e per i nostri orti, cura per i nostri animali. La Fattoria Didattica Dumia si trova a Feltre, immersa nella magnifica cornice delle Vette Feltrine, alle porte del Parco Nazionale delle Dolomiti. Dal 2019 coltiviamo la terra in modo biologico con particolare attenzione alla conservazione della biodiversità: il nostro obiettivo è quello di trasmettere la nostra passione per far sì che il concetto di cura di sé e dell’altro diventi parte integrante della vita delle future generazioni. Tutte le attività sono pensate ed organizzate in relazione alle diverse età ed esigenze dei nostri ospiti. Ogni laboratorio è adattabile in base alla tipologia di utenza: dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria, dai gruppi organizzati alle famiglie. Le attività sono rivolte anche a Grest e Centri Estivi. Tutti i laboratori saranno condotti da esperti del settore, specializzati in educazione ambientale e didattica. Le attività sono strutturate in modo da garantire la massima sicurezza dei partecipanti. La scelta di coltivare la terra con metodo biologico è stata, ancora prima che di carattere ambientale, una scelta di tipo educativo. La nostra mission e la nostra esperienza professionale ci hanno portato a riflettere su come affrontare il problema della dipendenza e dell’utilizzo patologico di sostanze da un punto di vista psicologico, fisico e sociale. Prendersi cura della natura, degli animali, imparare a rispettare i tempi, le difficoltà, gli imprevisti ci aiuta a fare esperienza di vita. L’agricoltura permette alle persone di allenarsi sulle difficoltà quotidiane, ci insegna a sviluppare competenze utili all’inserimento lavorativo. La nostra esperienza in agricoltura sociale ci ha dimostrato quanto l’agricoltura abbia un valore molto grande per la crescita professionale e sociale dei nostri ragazzi. Continuiamo a costruire il nostro sogno...

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