Chiesa della Madonna del Rosario
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Informazioni & Descrizione

La Chiesa parrocchiale di Pieve d’Alpago dedicata alla Madonna del Rosario risulta costruita fin dall’anno 1185. Del portico della chiesa si fa menzione nell’anno 1340 in occasione dell’investitura di Giacoma da Bongaio moglie di Endrighetto che entrava in possesso della contea di Bongaio. Questa chiesa venne però distrutta dal terremoto del 1348. La chiesa venne ricostruita e di nuovo rasa al suolo da un altro terremoto nel 1873. La ricostruzione fu lunga e laboriosa perché la gente era impegnata alla ricostruzione delle proprie case. La nuova chiesa fu portata al tetto nel 1879 recuperando tutto il materiale recuperabile dalle macerie di quella crollata, della antica chiesa si possono ammirare ancora le cornici in pietra delle finestre della sacrestia e due altari all’interno. L’ultimo intervento strutturale della chiesa di Pieve d’ Alpago risale però a dopo il terremoto del 1936 che vide una indispensabile variante al progetto dell’architetto Segusini in cui la parte della navata venne abbassata di un intero piano mentre la parte absidale fu ristrutturata nella forma originale. Dalla navata fuoriescono leggermente quattro nicchie che contengono gli altari laterali. Vengono aggiunte poi negli anni due ali a semicerchio sullo stile dell’abside dove alla sinistra guardando l’altare maggiore si trova la sacrestia mentre a destra è stata collocata una cappella per le piccole funzioni invernali. L’altare maggiore della parrocchiale, in marmo policromo, è stato assembrato usando la parte superiore dell’altare dell’antica chiesa completo di tutte le figure di contorno al tabernacolo e appoggiato su una nuova base di marmo. Nel catino dell’abside sono raffigurati Sant’Anna, San Gioacchino e la Madonna in un dipinto del Della Caletta come pure suoi sono i cassettoni dipinti della cupola. Ai lati dell’altare due belle statue in legno dipinto di San Pietro e San Paolo sono dello scultore Francesco Martiner di Ortisei. Il quadro sopra l’altare maggiore con Madonna, Bambino, San Domenico e Santa Caterina è stato definito di scuola Veneta del 1600. I due affreschi del presbiterio con Gesù che scaccia i profanatori del Tempio e Gesù in mezzo ai fanciulli sono di Luigi Vardanega come pure i quattro evangelisti affrescati sui pennacchi della cupola. L’altare dedicato a Sant’Anna comprende la statua della Santa con Angeli del Brustolon e sua Scuola, mentre l’altare con la statua della Madonna a cui è dedicata anche la chiesa è opera del Zanderigo. Il quadro posto sopra la porta laterale di destra con rappresentati la Vergine, Santa Rosa da Lima, San Domenico e Gesù Bambino con Angeli è di Gaspare Diziani. Dello scultore Zanderigo è il S. Antonio che si trova sull’altare a sinistra entrando, recuperato dalla vecchia chiesa, mentre una bella pala raffigurante San Gallo assieme ai Santi Cosma e Damiano si trova sull’altare di destra. Dai documenti di un restauro del prof. Lazzarin questo dipinto viene attribuito a Cesare Vecellio o sua scuola mentre da uno studio di comparazione di qualche anno fa la pala è stata descritta come dipinta da Nicolò De Stefani. La chiesa ha parecchie opere lignee di artisti intagliatori locali come il pulpito di Luigi Rossi da Villa, i confessionali ed il fonte battesimale di Umberto da Pos di Torch. Di notevole pregio è l’organo Pugina del 1928 che si trova in cantoria. Le pitture del Fonte Battesimale sono dei fratelli Roella di Garna. La torre campanaria, esterna alla chiesa, è del XVI secolo ha un basamento in blocchi di pietra e muratura a vista, alta circa 36 metri ha la cella campanaria a bifore ad arco rifinite in marmo. La lanterna di copertura ottagonale con monofore ad arco ha una copertura in pietra. Il campanile non ha mai subito danni dai disastrosi terremoti succedutisi negli anni.
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Chiesa della Madonna del Rosario

Via Roma 19 – Pieve, 32016 Alpago

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AGNELLO D’ALPAGO
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AGNELLO D’ALPAGO

credits: Cooperativa Agricola Fardjma, fondazioneslowfood.com  Piatti tipici con questo prodotto: > PIATTI CON AGNELLO E PECORA AGNELLO D'ALPAGO La pecora d’Alpago viene allevata quasi esclusivamente per l’ottima carne. Nel rispetto di un rigoroso disciplinare di produzione, l’Agnello d’Alpago è commercializzato a marchio FARDJMA. Ha una carne tenerissima, con un giusto equilibrio di grasso-magro, esaltata dal profumo di erbe aromatiche dei pascoli dell’Alpago. Consigli È perfetto anche in abbinamento ai piatti poveri della tradizione locale come la patora, zuppa di mais e legumi, oppure la bagozia, una sorta di polenta fatta con patate, mais, legumi e anche salame e pancetta. Certificazioni Presidio Slow Food Stagionalità Reperibile durante l’anno a seconda dei cicli riproduttivi della razza, in particolare tra dicembre e aprile. Macellerie e negozi autorizzati Produzione Gli allevatori appartengono alla società agricola cooperativa Fardjma Via Pianon, 7 - Tambre (BL) Tel. +39 334 6006857 - zack2036@alice.it FB @agnelloalpago La coperativa di Lamosano Via della Conciliazione, 161 Lamosano (BL) - Tel. +39 0437 40143 FB @lacooperativadilamosano De March Gianni                Via Cal Vecia 7 - Tambre (BL) Tel. +39 0437 49112 Gourmeats - Cavarzano Carni Store Via Vittorio Veneto, 230 - Belluno Tel. +39 0437 33731 www.cavarzano-carni.business.site

DOLADA
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DOLADA

credits: www.wikipedia.it MONTE DOLADA Il monte Dolada è un rilievo alpino incluso nelle prealpi Bellunesi. Raggiunge i 1.938 m s.l.m. Rappresenta l'estremità occidentale della catena del Col Nudo ed è lambito a ovest dal Piave. A nord si trova invece la val Gallina, mentre a sudest si estende l'Alpago. Amministrativamente, la dorsale divide i comuni di Ponte nelle Alpi e Soverzene, entrambi in provincia di Belluno. La cima è facilmente raggiungibile dal rifugio Dolomieu al Dolada mediante il sentiero 961, corrispondente al tratto iniziale dell'alta via n. 7.

SCAVI ARCHEOLOGICI DI STAOL
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SCAVI ARCHEOLOGICI DI STAOL

credits: Unpli Belluno SCAVI ARCHEOLOGICI DI STAOL DI CURAGO E PIAN DELLA GNELA La straordinaria scoperta di questi due importanti siti archeologici a circa 900 m d’altitudine, ha portato alla luce due necropoli, quella romana di Staol di Curago e quella preromana di Pian de La Gnela, lungo le pendici del Monte Dolada nei dintorni di Pieve d’Alpago in luoghi accessibili solo a piedi. I reperti di grande rilevanza e pregio artistico sono in parte oggi conservati presso il Museo di Storia Naturale di Chies d’Alpago, come le urne cinerarie di bronzo o di vetro con i rispettivi corredi costituiti da fibule e monete trovate nella necropoli di Staol databili dal I al IV secolo d.C. Nel sito di Pian de la Gnela è stata portata alla luce una spettacolare situla in bronzo istoriata datata al VI secolo d.C., un’urna cineraria unica nel suo genere che mostra un corteo di personaggi che si conclude alla base con scene erotiche e con una scena di un parto che non trova paragoni in nessun reperto di questo tipo. Sono stati rinvenuti anche alcuni cavallini in pasta vitrea, nonché elementi di un monile in ambra e uno scettro in bronzo. Al momento questi reperti non sono esposti in attesa di poterli valorizzare nel modo più adeguato. Per informazioni Scavi archeologici di Staol di Curago e Pian de la Gnela Alpago - Pieve d’Alpago Email: info@museisitialpagocansiglio.it www.museisitialpagocansiglio.it