Dolomiti Bellunesi·Catalogo Ufficiale

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AL PELMO
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Pieve di Cadore

AL PELMO

Posto a Pieve di Cadore (878 m s.l.m.) in zona panoramica, l'Hotel al Pelmo si trova al centro del comprensorio Cortina, Misurina, Sappada, Belluno, destinazioni visitabili in mezza giornata. Soli 300 metri pianeggianti ci separano dal centro storico, dove troverete musei di fama internazionale quali la casa natale del pittore Tiziano Vecellio, il museo dell'occhiale ed il museo paleoveneto e risorgimentale posto nel cinquecentesco palazzo della Magnifica Comunità di Cadore. ...

Al Parco Roccolo
Cultura
Pieve di Cadore

Al Parco Roccolo

Si tratta di una breve camminata, molto facile e adatta anche ai bambini, tra installazioni d'arte, architetture storiche, balconi panoramici sul lago di Centro Cadore e parco giochi per bambini, con tanto di casa di Babbo Natale. Dalla centrale piazza Tiziano di Pieve di Cadore, si prosegue verso la via XX Settembre. Dal parcheggio si imbocca una stradina che vi porterà fino al bellissimo Parco Roccolo. Il parco è bellissimo, affascinante nella stagione autunnale per tutte le sfumature del rosso e l'esplosione di colori. Sul promontorio una spettacolare piattaforma, recentemente ricostruita, permette di affacciarsi verso il lago di Centro Cadore, per una straordinaria panoramica. In particolare si può osservare il sottostante promontorio di Lagole di Calalzo, nota zona archeologica-naturalistica. Nei pressi anche la casetta di Babbo Natale, ambitissima meta dei bambini che possono imbucare la classica letterina a Babbo Natale e, a Natale, trovare il Babbo in persona.

B&B  DIMORA AL BIVACCO
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Pieve di Cadore

B&B DIMORA AL BIVACCO

“Bivacco” di charme sulle Dolomiti… Un perfetto legame tra natura e comfort, eleganza e semplicità. È ciò che caratterizza questa dimora a Pieve di Cadore. Questo B&B è il risultato di un accurato restauro volto allo scopo di ricevere, al piacere di raccontare, di presentare ai propri ospiti la bellezza pura e genuina della montagna. Offre un ambiente rilassante e confortevole, dove riscoprire il legame con se stessi e con la natura circostante e incontaminata. Offre alloggio a 32 km da...

B&B VICOLO 15 (II PIANO)
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Pieve di Cadore

B&B VICOLO 15 (II PIANO)

Cecilia & Federico vi danno il benvenuto a Vicolo 15 & Vicolo 15 Garden, B&B di charme nel cuore del Cadore. Il b&b, circondato dalle Dolomiti del Cadore, a due passi dalla la ciclabile "Lunga via delle Dolomiti" , in un punto di snodo tra gli impianti sciistici di Auronzo, San Vito e Cortina, gode di una posizione privilegiata per vivere il territorio sia durante la stagione estiva che quella invernale. Gli spazi...

CA' MILLA B&B
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Pieve di Cadore

CA' MILLA B&B

Un B&B nuovissimo, arredato in classico montano dove il legno la fa da padrone. Al piano terra, l'ingresso conduce al giro scala e la zona di accoglienza degli ospiti. La sala colazioni è caratterizzata da un grande openspace con un controsoffitto in tavolato unico dell'800, sapientemente restaurato da un artigiano locale. La colazione è servita a buffet, con dolci fatti in casa, bevande calde e prodotti locali. A richiesta serviamo prodotti salati o per intolleranti. Tutte...

CASA ALPINA BRUNO E PAOLA MARI
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Pieve di Cadore

CASA ALPINA BRUNO E PAOLA MARI

Struttura registrata nel circuito turistico ufficiale UNPLI delle Dolomiti Bellunesi.

Casa Natale Tiziano Vecellio
Cultura
Pieve di Cadore

Casa Natale Tiziano Vecellio

L’edificio odierno è composto da due piani in muratura, dalla planimetria irregolare, con ballatoi, scala esterna in legno e tetto a due falde con copertura a scàndole. Al pianterreno l’ampio locale con pavimento in legno a tronchetti ospita una raccolta di riproduzioni della collezione di disegni tizianeschi della Galleria degli Uffizi di Firenze e documentazione relativa al Pittore. Salita la ripida scala in legno, si accede al piano superiore, nei cinque suggestivi vani dove probabilmente Tiziano visse l’infanzia. La situazione attuale invece è il risultato di interventi – commissionati dalla Magnifica Comunità di Cadore, proprietaria dal 1926 dell’immobile - all’ing. Giuseppe Palatini di Pieve di Cadore, ed eseguiti ancora nel 1928-30, con la demolizione dell’avancorpo anteriore, frutto di un ampliamento realizzato a metà del Settecento dai proprietari del tempo, che aveva avuto l’effetto di nascondere l’antica facciata.

Chiesa arcidiaconale
Cultura
Pieve di Cadore

Chiesa arcidiaconale

La comunità cristiana del Cadore fu fondata presumibilmente già nel secolo IV dai missionari aquileiesi. Una chiesa antica, dedicata ai santi Pietro e Paolo, sorgeva sul vicino Montericco. La chiesa pievanale dedicata alla Madonna è documentata dal secolo XII. E' la madre di tutte le parrocchie del Cadore: fino al secolo XIV i sacerdoti della canonica di Pieve si recavano ad officiare fin nei più lontani villaggi ed a Pieve convenivano le popolazioni di tutto il Cadore per i riti più importanti. L'edificio attuale, progettato da Domenico Schiavi di Tolmezzo (secolo XVIII), conserva opere d'arte ed arredi antichi: pitture dei "nostri" Tiziano, Francesco, Cesare, Marco e Orazio Vecellio; poi del Bassano, Dolci, Catena, Palma il Giovane, Cattarino Veneziano, Diziani; frammenti dell'altare a portelle quattrocentesco; argenterie; paramenti tra i quali un quattrocentesco piviale di velluto ricamato.

Chiesa di S.Lorenzo
Cultura
Pieve di Cadore

Chiesa di S.Lorenzo

la Chiesa in stile gotico è stata costruita nel 1682, sui resti di un precedente tempietto, e restaurata nel 1795. Da apprezzare il pavimento in pietra di Castellavazzo ed i lampadari antichi in argento veneziano. Notevole anche il Cristo ligneo sopra l'abside. La chiesa possiede inoltre un piviale in broccato d'oro del 1600 conservato presso la chiesa arcidiaconale a Pieve. Il campanile è del 1666.

Ciasa / Casa Custode dell'Anima
Evento
Pieve di Cadore

Ciasa / Casa Custode dell'Anima

Inauguration of the art exhibition. Exhibition open from July 25 to September 12, 2026 - Free Entry Hours: 10.00 a.m. - 12.00 p.m. / 4.30 p.m. - 6.30 p.m.

Escursione al rifugio Antelao
Cultura
Pieve di Cadore

Escursione al rifugio Antelao

Situato a 1796 metri, in località Sella di Pradonego, nel comune di Pieve di Cadore (Belluno), l’edificio, dopo recenti lavori di ristrutturazione e ampliamento, costituisce una meraviglioso punto di passaggio tra il Cadore, sul quale si affaccia come un balcone naturale, e la Val Boite , lungo un percorso che cinge ad est la montagna (3263 mt) da cui prende il nome. Di proprietá del CAI di Treviso, il Rifugio Antelao fu voluto e costruito nel 1948 dalla scrittrice e alpinista Alma Bevilacqua (più conosciuta con lo pseudonimo di Giovanna Zangrandi) per valorizzare una zona dolomitica poco nota, da lei apprezzata ed amata durante la lotta partigiana. IN ESTATE Da Pozzale di Cadore, località Col: appena sopra il centro abitato, al bivio in località Col, si può scegliere tra due itinerari. A sinistra la Strada di Tranego, lunga strada militare sterrata, comoda da percorrere grazie alla pendenza dolce e costante, esposta a sud, che offre uno splendido panorama sul Centro Cadore, sale fino a quota 1.849m, sotto la cima del monte Tranego, per poi ridiscendere fino a forcella Antracisa, a quota 1.693m. A destra il sent. 250 detto “delle Ville” è una stretta strada sterrata /asfaltata percorribile anche in macchina, facendo attenzione, che giunge fino all’ex Rifugio Prapiccolo e poi diventa sentiero che sale nel bosco fino a forcella Antracisa, da dove si gode il panorama su Calalzo, Rizzios e le Marmarole. Da forcella Antracisa si segue l'unico tracciato che in una ventina di minuti porta al Rifugio. Da Pozzale di Cadore, piazza Regina Margherita: il sent 253 detto “delle Grave” sfrutta per il primo tratto le ex piste di sci da discesa di Pozzale, per poi inoltrarsi nel bosco e salire a forcella Antracisa. Dei tre percorsi che partono da Pozzale è il più faticoso, ma il più veloce. Da Nebbiù, Tai di Cadore: il sent. 254 parte sopra l’abitato, in corrispondenza dell’antica Chiesa di San Bartolomeo e del Vecchio Cimitero di origine duecentesca, con torre campanaria affrescata. Da qui si sale lungo il Rio Marilongo, si supera il passo roccioso conosciuto come "Salto del Mus" e si continua nel bosco. Ad un successivo bivio si abbandona la mulattiera per seguire a sinistra un sentiero (sempre segn. 254) che, in forte pendenza, superati i ruderi dei Fienili Pezuó, raggiunge la radura di forcella Antracisa. Questo è in assoluto il percorso più faticoso. Da Valle di Cadore: sopra l’abitato parte la strada asfaltata/sterrata che arriva al Rifugio Costapiana (quota 1.570m). Da qui si prende il sent. 251 fino all' incrocio da dove si può decidere se scendere verso forcella Antracisa o salire alla Chiesa di San Dionisio (quota 1.946m). Anche dalla chiesetta si può raggiungere il rifugio in circa 40 minuti. Da Calalzo di Cadore: da Calalzo si risale il rio Molinà fino alla località Praciadelan, dove si prende il sentiero 258, che permette di salire ai Piani dell’Antelao (1.650 m). Proseguendo si incrocia il sent. 250 che arriva dal Rifugio Galassi e per forcella Piria si arriva al Rifugio. IN INVERNO Il percorso più seguito è la strada che sale a Tranego, scende a forcella Antracisa e arriva al Rifugio. Neve e condizioni climatiche permettendo, valutando con attenzione il pericolo valanghe, si può salire a piedi, con le ciaspe o con gli sci alpinismo. La strada in discesa diventa anche una divertente pista per slittino. Attenzione: si tratta di una pista non omologata, sprovvista di protezioni e percorsa da sciatori e pedoni, per cui bisogna scendere con cautela.

Escursione al rifugio Tita Barba
Cultura
Pieve di Cadore

Escursione al rifugio Tita Barba

La vecchia e graziosa costruzione è quasi completamente in legno. Di particolare interesse Il balcone panoramico nei pressi del rifugio, sul Monte Vedorcia a quota 1852, dove la vista spazia sul Centro Cadore e le circostanti cime. E’ base d'appoggio per escursionisti e percorritori dell'Alta Via delle Dolomiti n. 6. Come arrivare: IN ESTATE il Rifugio è raggiungibile da Pieve e da Domegge. Da Pieve, in macchina si scende alla diga, si attraversa il lago e si percorre il lato orografico sinistro, in direzione Domegge. Arrivati allo Chalet Miralago, la strada inizia a salire a tornanti ed è asfaltata fino alla località La Faghera, quota 1157 m, dove si può parcheggiare. Chi dispone di un fuoristrada 4x4 o di una macchina con una buona altezza da terra e buoni ammortizzatori e non teme gli sterrati, può proseguire. La strada continua, con ripide curve e con il fondo spesso rovinato, fino alla casera Tamarì, dove si è in ogni modo obbligati a lasciare la macchina. Da qui la carrareccia si stringe, diventa sentiero CAI n. 343 e in breve porta al Rifugio. Tempi di percorrenza a piedi dalla loc. Faghera 3 ore circa. Da Domegge, in macchina si attraversa il lago Centro Cadore e si seguono le indicazioni per il Rifugio Padova. Si percorre la strada asfaltata che sale ripida nel bosco fino alla località Antarigole, quota 1100 m, dove si parcheggia e si prosegue a piedi. Il sentiero si snoda nel bosco, seguendo inizialmente il corso del ruscello Ru de Val, che forma bellissime cascatelle e tappeti di morbido muschio, e svoltando poi verso la località Le Palù e casera Vedorcia. Qui ci si ricongiunge con la carrareccia che sale dalla diga di Pieve. Tempo di percorrenza circa 4,30 ore. Il sentiero può essere preso anche dal Rifugio Padova, passando per casera Pra di Toro (seguire il segnavia CAI n. 352). D' INVERNO si arriva al rifugio a piedi e, neve permettendo, con le ciaspe o con gli sci alpinismo. La via più percorsa resta quella che parte dalla diga di Pieve.

Forte di Monte Ricco
Cultura
Pieve di Cadore

Forte di Monte Ricco

Il Forte di Monte Ricco costituiva il cuore del campo trincerato di Pieve di Cadore e fu costruito a quota 953 metri nell'ultimo ventennio dell'Ottocento, quasi sul sito dell'antico castello che per secoli rappresentò la difesa e il simbolo di questa terra. Esso fu concepito e realizzato per interdire le provenienze nemiche dalla stretta di Tre Ponti verso Pieve e Tai lungo la valle del Piave e per agire in stretta sinergia con la vicina Batteria Castello, distante circa 200 metri, nonché con le varie postazioni per artiglieria sulle alture sovrastanti, su Monte Tranego, Monte Zucco, Col Vidà. Il forte è stato oggetto in questi ultimi anni di impegnativi lavori di restauro, consolidamento e valorizzazione. Con una semplice camminata di 20 minuti potrete ammirare un pezzo di storia di Pieve di Cadore. Arrivando nel centro del paese ci si dirigge verso il Museo dell’Occhiale, sulla sinistra si trova un cartello che indica l’inizio della salita al Monte Ricco. Il parcheggio più comodo è proprio quello di fronte al Museo stesso, da lì si prosegue a piedi. Il percorso è breve e molto agevole, pochi metri e un po’ di dislivello e si arriva al Forte, punto di osservazione dell’intera vallata del Cadore. Lungo la strada che porta al Forte passerai tra una faggeta dove vedrai alcuni faggi secolari molto alti e grandi.

GIALLO LOCANDA - HORTUS SPA
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Pieve di Cadore

GIALLO LOCANDA - HORTUS SPA

Struttura registrata nel circuito turistico ufficiale UNPLI delle Dolomiti Bellunesi.

Il mito di Tiziano nell’800 e il Monumento di Pieve di Cadore
Evento
Pieve di Cadore

Il mito di Tiziano nell’800 e il Monumento di Pieve di Cadore

Il monumento a Tiziano a Pieve di Cadore realizzato da Antonio Dal Zotto (1880) si colloca nel quadro ottocentesco di elaborazione del mito tizianesco, che consacra l’artista quale emblema del genio rinascimentale e della tradizione culturale nazionale. In relazione ad analoghi dispositivi celebrativi, quale il monumento dei Frari a Venezia, esso testimonia il progressivo superamento di modelli idealizzanti a favore di una rappresentazione più dinamica ed espressiva. Nel contesto della seconda metà dell'Ottocento, la monumentalizzazione si configura come uno strumento centrale nella costruzione e nella trasmissione pubblica del mito di Tiziano. Elena Catra è una storica dell’arte specializzata nell’arte dell’Ottocento veneto, con particolare attenzione ad Antonio Canova, alla scultura e alla didattica accademica. È autrice di numerose pubblicazioni, curatrice di mostre e relatrice in convegni nazionali e internazionali. Ha approfondito anche la fortuna di Tiziano nell’Ottocento. È fondatrice e membro della redazione della rivista online MDCCC 1800 di Ca’ Foscari e insegna Storia dell’arte all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Tra i suoi lavori più recenti figurano Antonio Canova. Itinerari nel Veneto e studi dedicati a Canova e alla scultura veneta. Vittorio Pajusco è storico dell’arte, dottore di ricerca presso Ca’ Foscari e IUAV, e studioso dell’arte moderna e contemporanea. Le sue principali aree di ricerca riguardano la Biennale di Venezia, le esposizioni artistiche tra XIX e XX secolo, gli studi di genere e la valorizzazione e catalogazione degli archivi e dei beni culturali. Ha curato numerose mostre e pubblicazioni, soprattutto nell’ambito delle celebrazioni canoviane del 2022-2025, tra cui Il Canova mai visto, Memorie canoviane e Antonio Canova. Itinerari nel Veneto. Ha inoltre pubblicato numerosi studi su artisti italiani dell’Ottocento, Novecento e contemporanei.

In cima alla Contrada
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Pieve di Cadore

In cima alla Contrada

Struttura registrata nel circuito turistico ufficiale UNPLI delle Dolomiti Bellunesi.

LIODA LIVING
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Pieve di Cadore

LIODA LIVING

Stupenda villa a Tai di Cadore, con giardino e patio privato dove trascorrere giornate di relax in compagnia di familiari ed amici. Parcheggio privato alla struttura. La villa ha un ampio salone, luminosissimo con grandi vetrate sulle dolomiti, due tavoli per magiare in compagnia, zona TV, terrazza e patio con tavolo e sedie. ci sono 6 camere da letto, tre bagni completi, una cucina attrezzata con lavastoviglie e microonde ed una lavanderia con lavatrice ed asciugatruce. WI-FI gratuito e...

Le tre case di Tiziano, un pittore in montagna, sui colli e in laguna
Evento
Pieve di Cadore

Le tre case di Tiziano, un pittore in montagna, sui colli e in laguna

Spettacolo teatrale di e con C. Gamba e P. Brolati

MARC - Museo Archeologico Cadorino
Cultura
Pieve di Cadore

MARC - Museo Archeologico Cadorino

In esso infatti sono conservati reperti preromani (a partire dal VI sec. a.C.) e romani di fondamentale importanza, i quali permettono di ricostruire ampi frammenti di storia antica. Attraverso tali reperti non soltanto possiamo tracciare un quadro preciso degli insediamenti umani nella zona, ma ci è anche permesso apportare un buon contributo alla conoscenza della civiltà venetica. Il museo attuale, inaugurato il 2 agosto 1953, conserva una notevole collezione archeologica di reperti provenienti specialmente dal tratto di territorio che va da Valle a Calalzo: la parte preponderante dell’esposizione attuale del Marc è incentrata sui reperti provenienti dagli scavi di Làgole. Di fondamentale importanza per studi sull’alfabeto antico sono le oltre settanta iscrizioni in lingua venetica, oltre a un numero minore di iscrizioni latine. Nel 1954 furono scoperti a Pieve di Cadore i ruderi di una villa romana del III sec. d.C., con un pavimento musivo, attualmente collocato nel museo, e un sistema di riscaldamento a ipocausto il quale prevedeva la circolazione di aria calda entro cavità poste nel pavimento e nelle pareti del luogo da riscaldare.

Mostra "La pittura come linguaggio della mente"
Evento
Pieve di Cadore

Mostra "La pittura come linguaggio della mente"

La mostra raccoglie il lavoro di diciotto artisti di Pig&Menti che hanno condiviso un percorso di ricerca sul linguaggio della pittura astratta ed espressionista, affrontandolo non come uno stile codificato ma come un campo aperto di possibilità espressive. La galleria, recentemente restituita alla vita culturale del territorio come spazio dedicato alla sperimentazione e al dialogo tra arte contemporanea e contesto storico del Cadore, rappresenta il luogo ideale per accogliere un progetto che mette al centro la pittura come forma di conoscenza. L'idea che guida il progetto è semplice e insieme radicale: la pittura possiede una propria grammatica, fatta di colore, materia, gesto, ritmo, luce, trasparenze, densità e relazioni spaziali. Prima ancora di rappresentare qualcosa, essa costruisce significati attraverso questi elementi fondamentali. È proprio questa concezione del linguaggio pittorico, sostenuta anche dagli studi contemporanei sul funzionamento della percezione e della cognizione visiva, a costituire il fondamento della ricerca dell'Associazione Pigmenti. Le opere esposte — molte delle quali di grandi dimensioni — non cercano quindi di raccontare una storia o descrivere un soggetto riconoscibile. Invitano piuttosto il visitatore a fare esperienza della pittura stessa, lasciando che siano il colore, la qualità della superficie, il movimento del segno e la forza del gesto a generare emozioni, riflessioni e immagini interiori. Pur condividendo un terreno teorico comune, ogni artista sviluppa un linguaggio personale e riconoscibile, dimostrando come una ricerca rigorosa possa produrre risultati estremamente differenti, coerenti e autentici. Un percorso tra gesto, materia e visione La mostra si sviluppa come un viaggio attraverso diverse possibilità del linguaggio pittorico. Alcune opere costruiscono ampi spazi di respiro attraverso velature leggere, campiture trasparenti e grandi curve che sembrano espandersi oltre i margini della tela. I blu e i verdi dialogano con i bianchi in una continua oscillazione tra profondità e superficie, suggerendo paesaggi interiori, movimenti d'acqua o di aria senza mai descriverli direttamente. La pittura diventa così esperienza del fluire, della continuità e della trasformazione. Altri lavori si affidano invece alla tensione tra pieni e vuoti. Grandi superfici silenziose sono attraversate da pochi segni essenziali, quasi fossero tracce di una scrittura originaria. Qui la sottrazione diventa una forma di intensità: ogni linea, ogni interruzione, ogni equilibrio tra luce e ombra acquista un valore meditativo che richiama una dimensione metafisica. Vi sono poi opere in cui il colore si addensa in campiture profonde, quasi minerali, dove la materia pittorica sembra trattenere il tempo. Toni scuri attraversati da improvvise accensioni luminose costruiscono immagini sospese, nelle quali la luce emerge lentamente dall'ombra come memoria o rivelazione. Accanto all'astrazione trova spazio anche una pittura che, pur mantenendo una forte libertà gestuale, lascia affiorare il volto umano. Nei grandi ritratti il soggetto non viene descritto in modo fotografico, ma emerge dalla materia attraverso stratificazioni, cancellature e segni rapidi. Il volto diventa così il luogo in cui interiorità ed emozione prendono forma direttamente nella pittura. Infine compaiono opere in cui il riferimento al paesaggio rimane riconoscibile ma profondamente trasformato. Montagne, ghiacci, orizzonti e riflessi sull'acqua non sono semplicemente vedute naturali: diventano strutture essenziali dello sguardo, occasioni per esplorare il rapporto tra percezione, memoria e costruzione dell'immagine. In tutte le opere emerge una convinzione condivisa: la pittura non è un linguaggio del passato, ma uno strumento ancora capace di interrogare il nostro modo di vedere e di pensare. In un'epoca dominata dalla velocità delle immagini digitali, queste tele chiedono tempo, attenzione e presenza, restituendo al gesto pittorico la sua capacità di produrre esperienza. La mostra rappresenta così non soltanto un'esposizione collettiva, ma il risultato di una ricerca condivisa che intreccia pratica artistica, riflessione teorica e studio dei processi percettivi. Un invito a guardare la pittura non come semplice rappresentazione della realtà, ma come uno dei linguaggi più profondi attraverso cui l'essere umano continua a esplorare il mondo e sé stesso. Ingresso libero senza prenotazione.

Museo dell'Occhiale
Cultura
Pieve di Cadore

Museo dell'Occhiale

Piano I. L'invito di Tomàs Maldonado a prendere sul serio gli occhiali e gli altri strumenti ottici, sottolineandone la rilevanza nello sviluppo storico e sociale dell'Ottocento, è stato uno dei fili conduttori nell'ideazione del primo percorso espositivo del Museo. Le splendide collezioni di occhiali, astucci, strumenti ottici, binocoli, cannocchiali, hanno consentito di strutturare un racconto appassionante intorno a tutto ciò che le lenti, nelle loro diverse utilizzazioni, hanno rappresentato per l'uomo, almeno a cominciare dal Medioevo. Piano II. Il secondo percorso documenta la peculiarità dello sviluppo del Distretto industriale dell'occhiale nella montuosa provincia di Belluno, a partire dalla fine del secolo XIX. La sagoma di un venditore di forbici, di occhiali e di altra mercanzia e il richiamo degli ambulanti cadorini a comprare pettini d'osso, introducono il visitatore a scoprire il contesto storico e culturale in cui nacque il primo laboratorio di ottica a Calalzo di Cadore. VISITE GUIDATE Il costo è di 50,00 € a visita e la durata è di circa 50 minuti. Si consiglia sempre la prenotazione con alcuni giorni di anticipo per facilitare l'organizzazione. È disponibile anche un servizio di visite in inglese, tedesco, francese e spagnolo. ATTIVITA’ DIDATTICHE Il museo ogni anno propone una serie di attività e percorsi didattici dedicati alle scuole di ogni ordine e grado, a partire dalla scuola dell'infanzia fino alla secondaria di secondo grado. BIBLIOTECA Il Museo dispone di una piccola biblioteca specializzata che comprende circa 400 volumi, disponibili per la sola consultazione, che può avvenire previo accordo negli orari di apertura del Museo. Sono presenti testi di ottica, industria, design, moda, storia, tutti afferenti alla tematica degli occhiali, pubblicati a partire dal XVII secolo fino ai giorni nostri. IL MUSEO E LE AZIENDE Il Museo rende disponibili i suoi spazi per le aziende e per i privati che ne fanno richiesta, per incontri, conferenze, presentazioni, aperitivi, cene o buffet. Per concordare costi, modalità e tempi si consiglia di rivolgersi alla segreteria. COMPLEANNO AL MUSEO Il Museo mette a disposizione il proprio personale e i propri spazi per feste di compleanno: i temi sono diversi poiché il museo può offrire molti spunti. Le attività proposte sono mutuate da quelle per le scuole, che vengono adattate per l'occasione. NOTTE AL MUSEO La notte al Museo è sempre un'esperienza entusiasmante per tutti i bambini, dai 7 ai 12 anni. L'arrivo è previsto al Museo in serata. Si comincia quindi con le attività, che vengono adattate da quelle già strutturate per la didattica con le scuole, ma possono esserci anche serate a tema, con argomenti diversi. Si prosegue fino a tarda sera, quando si passa al piano superiore, nella grande sala a forma di lente, a preparare la zona notte: ciascuno con il suo sacco a pelo, cuscino, pigiama, e tutto il necessario per trascorrere la notte. Al mattino colazione tutti insieme fino all'arrivo dei genitori. Ogni anno la notte al museo si tiene per tre o quattro volte: contattare direttamente il museo per sapere quando si svolgono.

Palaghiaccio Tai di Cadore
Cultura
Pieve di Cadore

Palaghiaccio Tai di Cadore

Il Palaghiaccio di Tai è una struttura polifunzionale di recente costruzione, aperta tutto l’anno, facilmente raggiungibile sia in auto che con i mezzi pubblici in quanto si trova in prossimità del Piazzale Olimpico. Esso rappresenta un interessante punto di riferimento sia per gli sportivi che per coloro che sono alla ricerca di un momento di svago nel bel territorio di Pieve di Cadore.

Panoramica e Casetta Babbo Natale
Cultura
Pieve di Cadore

Panoramica e Casetta Babbo Natale

Una facile passeggiata nel bosco vi porterà alla terrazza panoramica da dove potrete ammirare il paesaggio sul Lago del Centro Cadore e a pochi passi troverete la casetta di Babbo Natale aperta durante il periodo natalizio per essere visitata da grandi e piccini.

Piscina di Pieve di Cadore
Cultura
Pieve di Cadore

Piscina di Pieve di Cadore

Piscina situata a Pieve di Cadore che da la possibilità sia di nuoto libero che corsi. Ci sono corsi per tutte le età , a partire dalla fascia 0-3 anni, inoltre c'è la possibilità di fare acquafitness, nuoto agonistico e pallanuoto.

SANI Folk Festival
Evento
Pieve di Cadore

SANI Folk Festival

Festival di musica tradizionale delle genti di montagna.

🎭Dolomiti Bellunesi
Evento
Pieve di Cadore

Il coro Cadore sez. Femminile ospita il coro Femminile Merisana di Feltre

Diretto da Gaia Da Rugna

🎭Dolomiti Bellunesi
Evento
Pieve di Cadore

Gl inglesi sulle tracce di Tiziano - Viaggiatori dell'800 in Cadore

Sperracolo teatrale di e con C. Gamba e P. Brolati Finissage della mostra "Tiziano e il paesaggio" a cura di Magnifica Comunità di Cadore

Pievelandia, Carnevale di Pieve di Cadore
Manifestazione Storica
Pieve di Cadore

Pievelandia, Carnevale di Pieve di Cadore

credits: Pro Loco Tiziano, Avanpieve, Comune di Pieve di Cadore Pievelandia, Carnevale di Pieve di Cadore Pieve di Cadore (BL) Pievelandia è la grande e storica festa di Carnevale di Pieve di Cadore (Belluno). È l'evento principale di Carnevale per Pieve di Cadore, con sfilate, attività per bambini e spettacoli.Il Carnevale di Pieve di Cadore, chiamato "Pievelandia", è un evento annuale che si svolge tipicamente tra febbraio e marzo, caratterizzato da sfilate di carri allegorici, musica, artisti di strada e tanto divertimento con la presenza di street bandedeventi in piazza, puntando su una grande festa di comunità. organizzato principalmente dalla Pro Loco Tiziano, Avanpieve e il Comune Periodo dell'anno INVERNO - CARNEVALE

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